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Il tartufo è un frutto della terra conosciuto fin dai tempi più antichi, tanto che si hanno testimonianze della sua presenza che risalgono al tempo dei Sumeri, i quali lo consumavano mescolandolo con numerosi vegetali quali l’orzo, le lenticchie e i ceci.

Risale a tempi antichi non solo il suo utilizzo culinario, ma anche la sua fama e pregio, tanto che si dice gli antichi Greci abbiano persino concesso la libertà ai figli di uno schiavo che inventò una nuova ricetta con il tartufo.

Lo conoscevano perfino gli antichi romani che, ritenendo avesse potere afrodisiaco, lo posero sotto la protezione di Venere.

Solo nel Medioevo la venerazione e la fama del tartufo venne meno, venne dimenticata la sua antica tradizione ed origine, tanto che per dare una spiegazione a questo tubero si diceva fosse figlio del fulmine e del tuono.

Solo verso la fine del Settecento e inizi Ottocento il tartufo venne riscoperto e nuovamente apprezzato, per essere così utilizzato dai ricchi come merce da barattare.

La vera svolta arrivò con Giacomo Morra, ristoratore albergatore di Alba, il quale ebbe l’eccellente idea di regalare il tubero più bello trovato  nell’anno ad una personalità di importanza internazionale  e così Alba, a partire  dagli anni 50, è diventata il Centro Mondiale del tartufo...